Al Sindaco di Cetara,
quale Presidente della Conferenza dei Sindaci
Ai Sindaci dei Comuni della Costa d’Amalfi
Cari Colleghi,
per sopraggiunti impegni non potrò purtroppo prendere parte alla riunione convocata per oggi presso Torre La Cerniola.
Ritengo tuttavia utile affidare a questa nota alcune considerazioni sui principali temi all’ordine del giorno, nello spirito di collaborazione che deve caratterizzare il rapporto tra le nostre Amministrazioni e nella convinzione che molte delle questioni che interessano le nostre comunità richiedano ormai una capacità di rappresentanza e di governo che vada oltre i confini dei singoli Comuni.
Vorrei partire proprio dalla Conferenza dei Sindaci, perché le questioni poste all’ordine del giorno rendono ancora più evidente la necessità di chiarirne natura, ruolo e prospettive.
Ho letto con attenzione la nota trasmessa dal collega Sindaco di Atrani e ne condivido, nella sostanza, la questione preliminare posta.
Allo stato, per quanto risulta anche a questa Amministrazione, la Conferenza non dispone di un atto costitutivo, di un disciplinare o di altro strumento condiviso che ne definisca formalmente composizione, modalità di adesione, rappresentanza, funzionamento, verbalizzazione e pubblicità degli atti.
In queste condizioni, la Conferenza rappresenta certamente una consolidata e utile sede di confronto politico e istituzionale tra i Sindaci, ma le sue determinazioni non possono produrre effetti giuridicamente vincolanti per i singoli Comuni né sostituire gli atti degli organi comunali competenti. Analogamente, l’ampliamento della sua composizione richiede la preventiva definizione condivisa della natura, del perimetro e delle regole del coordinamento.
La considerazione formulata dal Sindaco di Atrani non dovrebbe, a mio avviso, essere letta come una messa in discussione della Conferenza, ma esattamente nel senso opposto: come l’occasione per darle finalmente una struttura stabile, riconoscibile e trasparente.
La proposta di disciplinare già predisposta dal Comune di Atrani, una volta acquisita ed esaminata integralmente, può costituire una base di confronto per la definizione di una convenzione tra i Comuni ai sensi dell’articolo 30 del TUEL e per l’organizzazione stabile della Conferenza.
Per Maiori questo è il primo obiettivo: dare alla Conferenza una configurazione giuridica e istituzionale definita.
Su questa base potranno svilupparsi ulteriori forme associative e convenzionali di cooperazione sovracomunale e potrà essere valutata, in una prospettiva di lungo periodo, anche l’eventuale costituzione di un’Unione dei Comuni della Costa d’Amalfi, da costruire con i tempi necessari per rafforzare la capacità di programmazione e di rappresentanza del territorio.
Quanto alla questione dell’ex complesso ospedaliero San Michele di Amalfi, Maiori conferma integralmente la posizione già espressa. Occorre concludere rapidamente la verifica sull’esistenza di un concreto interesse pubblico al recupero del bene.
Qualora l’alienazione risultasse l’unica soluzione concretamente praticabile, Maiori chiede che sia preliminarmente verificato l’interesse degli enti pubblici del territorio all’acquisizione del bene e che gli atti regionali e aziendali prevedano espressamente la destinazione delle risorse ricavate a investimenti sanitari e sociosanitari in Costa d’Amalfi, con l’individuazione degli interventi e la pubblica rendicontazione del loro utilizzo.
Diversa, ma altrettanto meritevole di approfondimento, è la questione relativa alla DMO Costa d’Amalfi.
L’Amministrazione di Maiori guarda con interesse a ogni strumento capace di rafforzare il coordinamento e il governo della destinazione, ma ritiene necessario conoscere compiutamente la configurazione prevista per la DMO, le sue funzioni, la governance, il ruolo effettivo dei Comuni, gli impegni organizzativi e finanziari derivanti dall’adesione, i risultati attesi per il territorio e per il Comune di Maiori e il rapporto con gli strumenti di programmazione già esistenti.
Prima che il Comune possa esprimere una posizione pienamente consapevole, ritengo quindi necessario che l’Ente acquisisca la documentazione completa e possa svolgere una propria istruttoria interna, coinvolgendo gli uffici competenti e consentendo agli organi amministrativi di conoscere con precisione natura, finalità e conseguenze della partecipazione. Non si tratta di esprimere una preclusione verso la DMO, ma di applicare un principio elementare di buona amministrazione: aderire a un organismo o assumere impegni sovracomunali soltanto dopo averne compreso pienamente struttura, responsabilità e ricadute per il Comune.
La medesima esigenza di preventiva conoscenza della struttura e delle regole vale rispetto all’eventuale partecipazione del Comune di Cava de’ Tirreni alla DMO. Distinta, e più direttamente istituzionale, è la richiesta di ingresso nella Conferenza dei Sindaci.
Cava de’ Tirreni rappresenta certamente un interlocutore strategico della Costa d’Amalfi, con la quale intrattiene relazioni consolidate in materia di servizi sociosanitari, mobilità, collegamenti territoriali e attività economiche.
Proprio per questo riteniamo utile costruire rapporti sempre più solidi e forme strutturate di cooperazione.
Al tempo stesso, però, occorre mantenere una distinzione chiara tra cooperazione fra territori e appartenenza alla governance della Costa d’Amalfi. Cava de’ Tirreni non appartiene territorialmente alla Costa d’Amalfi e presenta una dimensione demografica e istituzionale tale da incidere significativamente sugli equilibri interni di qualsiasi organismo nel quale venisse inserita come componente alla pari dei singoli Comuni costieri.
La prospettiva che riteniamo più equilibrata è quindi quella di una Costa d’Amalfi capace di dotarsi di una propria rappresentanza unitaria e, proprio grazie a questa maggiore solidità, di costruire accordi forti e paritari con Cava de’ Tirreni e con gli altri territori confinanti. Cava “e” la Costa d’Amalfi, dunque, non una dilatazione indistinta del perimetro istituzionale della Costa, che non coinciderebbe più con quello territoriale e storico.
La stessa richiesta di adesione alla Conferenza conferma peraltro quanto sia necessario affrontare prima la questione posta dal Comune di Atrani: non appare opportuno assumere determinazioni definitive sull’ingresso di nuovi componenti senza avere preventivamente definito che cosa sia la Conferenza, quali Comuni ne facciano parte, quali regole ne disciplinino il funzionamento e attraverso quali modalità possano essere instaurati rapporti di collaborazione con Comuni e territori confinanti.
Credo che questo possa essere il senso più utile della riunione odierna: non limitarsi ad affrontare singolarmente le questioni poste all’ordine del giorno, ma iniziare a costruire un metodo attraverso il quale la Costa d’Amalfi possa progressivamente parlare e programmare come territorio.
Maiori propone pertanto che la riunione odierna non assuma determinazioni definitive sull’ingresso di nuovi componenti e che venga invece avviato un percorso istruttorio tra i Comuni, finalizzato:
- all’acquisizione e all’esame della proposta di disciplinare predisposta dal Comune di Atrani;
- alla predisposizione di uno schema condiviso di convenzione ai sensi dell’articolo 30 del TUEL;
- alla definizione della composizione, delle modalità di adesione, delle forme di coordinamento, della verbalizzazione e della pubblicità degli atti;
- alla definizione delle possibili forme di collaborazione istituzionale con Cava de’ Tirreni e con gli altri territori confinanti.
Con questo spirito, resto naturalmente disponibile al confronto e agli approfondimenti che seguiranno.
Maiori, 15 settembre 2026
Il Sindaco
Gianpiero Romano